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| Questa discesa fa parte di un giro più strutturato, con diverse salite e diverse discese. Per maggior informazioni, clicca qua. |
Nome traccia GPS: Almese - Monte Curt: Guardie
Giro totale: 8 km
Salita: 2,8 km per arrivare al sentiero + 0,6 km di trasferimento
Discesa: 1,7 km + 2,8 km di trasferimento
Dislivello: 473 metri
Tempo stimato: 1h30'
Partenza (vedi mappa): Via Sonetto 90, Almese (Torino)
Coordinate GPS partenza: 45.123741, 7.415343
Quando evitarlo: teoricamente lo si può percorrere sempre, anche in pieno inverno (tranne in seguito a copiose nevicate, ovvio) viste le temperature miti e anche sotto la pioggia, dato che il terreno è davvero fantastico. Proprio per questo stesso motivo, magari in estate non è proprio fresco fresco.
In breve
Salita un po' impegnativa, ma discesa che ripaga totalmente le fatiche sui pedali. Non può mancare nel "Manuale del giovane che la salita esiste solo per la discesa".
Impegno fisico
8/10 in salita: salita abbastanza impegnativa. Non è molto lunga, ma non molla mai ed è tutta sulla tagliafuoco, ovvero terreno sbricioloso. Al termine della discesa, poi, bisogna fare un po' di salita per tornare al punto di partenza: in questo trasferimento, una rampa - fortunatamente su asfalto - ti fa pensare "Accidenti! Dannazione!". Magari con altre parole.
8/10 in discesa: per non essere una discesa da gara, è abbastanza lunga e decisamente fisica, ma siccome spacca il cu*o del mulo, tutto il resto diventa secondario.
Com'è la salita?
Vedi nel paragrafo "Impegno fisico". Non credo ci sia null'altro da aggiungere.
Com'è la discesa?
Stupenda.
Potrei fermarmi qua, ma qualche riga la sprecherò per descrivere una delle mie discese preferite nella mia zona.
La prima parte - dopo una prima curva strettissima che ancora non sono riuscito a fare a velocità decenti senza buttare giù il piede - è abbastanza rettilinea e saltellosa e si raggiungono buone velocità, soprattutto considerato che non è proprio un sentiero di quelli che vedi e dici "Ehi, che largo!". Pietre (un po' fisse, un po' smosse) e radici portano ad un'altra curva stretta, a cui segue un altro rettilineo ed un'altra (sigh) curva stretta. Dopo un altro semi-rettilineo, nuovamente saltellante, roccioso e radicioso, che passa anche in mezzo ad una bella pineta - che in certi momenti dell'anno risulta un po' scivolosa per via delle pigne e del terreno friabile - ed altre parti piacevolmente piacevoli, si arriva nella parte più scassata, con pietroni fermi e radicioni. Questa è la parte più lenta dell'intero tracciato, ma è consigliabile comunque affrontarla con una velocità discreta (leggasi: velocità media mia di 18 km/h, probabilmente di 28 km/h per chi sa andare in bici) per evitare di fare il pupazzo in balia del mezzo.


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